Testimone inconsapevole – audiolibro

Questo è il primo libro della serie dedicata all’avvocato Guerrieri, in versione audiolibro e devo dire che è stata una bella sorpresa, non conoscevo l’autore e neanche questo genere di giallo forense.

La primavera si trasformò rapidamente in estate ma i giorni scorrevano sempre tutti uguali.
Anche le notti erano tutte uguali. Buie.
Fino a una mattina di giugno.

Testimone inconsapevole
di Gianrico Carofiglio
Genere: Giallo
Voce narrante: Gianrico Carofiglio
Tipologia: Emons 2007 – 6 CD Audio

 

L’avvocato Guido Guerrieri si trova ad affrontare momenti difficili in seguito alla separazione dalla moglie Sara, che inizialmente sembrava avergli procurato un certo sollievo, ma che poi si rivela aver sconvolto la sua quotidianità, ritrovandosi solo con se stesso e con quella che è diventata la sua vita, subita più che vissuta.
L’attacco di panico che sopraggiunge quella mattina stessa di giugno è solo l’inizio di un percorso – «Vivevo nella paura di essere assalito dalla paura», e ben presto comprende che la via da percorrere è quella di prendere coscienza del proprio problema e di ricercare un nuovo equilibrio.
Preso com’è dalle sue complicate faccende, Guido nemmeno s’accorge che nella palazzina è venuta ad abitare Margherita…

I vari casi che l’avvocato Guerrieri si trova a difendere sono spesso espressioni delle miserie umane a cui crede di essersi abituato, ma che in realtà l’hanno cambiato…

«Per un avvocato può essere meglio non sapere cosa ha fatto il suo cliente. Questo lo aiuta ad essere più lucido, a fare la scelta migliore senza lasciarsi influenzare dall’emotività» 

«…imparai a trattare i miei processi con il dovuto distacco, senza appassionarmi e soprattutto senza nutrire aspettative.
Appassionarsi e nutrire aspettative sono due cose pericolose. Ci si può fare male, o anche molto male. Non solo nei processi»

Un giorno gli viene proposto di assumere la difesa di Abdou Thiam, un giovane senegalese che guadagna molto più come ambulante nelle spiagge pugliesi che non a fare il maestro nel suo paese. È stato accusato di aver ucciso Francesco, un bambino di nove anni il cui piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo.
Un delitto grave, gli indizi e le testimonianze raccolte sembrano inchiodarlo, anzi, lo inchiodano, specie una foto e le dichiarazioni di un barista.
Un caso difficile, una cosiddetta “causa persa” con un cliente privo di mezzi e un destino processuale segnato: lo attende una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni di carcere con rito abbreviato.
Ma l’avvocato Guerrieri pare in vena di sfide e accetta il caso. Con lo stesso spirito con cui affronta il suo conflitto interiore e con la stessa perspicacia, si appresta a spulciare tra le varie testimonianze, la vita e le abitudini di Abdou, il quale rimasto solo appare sfiduciato circa il suo avvenire. Sarà davvero una bella sfida!

Testimone inconsapevole è il primo caso della fortunatissima serie dell’avvocato Guerrieri.

Commenti:

Carofiglio è uno scrittore che si ama molto o si detesta molto, senza possibili vie di mezzo. Per quanto mi riguarda devo dire che i libri dell’avvocato Guerrieri partono in sordina ma nel giro di pochi capitoli arrivano a prendere il lettore (o ascoltatore) in un modo incredibile e profondo, merito della grande umanità di questo personaggio che, nel bene e nel male tocca le corde più intime della vita interiore degli esseri umani. I suoi gialli sono carini, ben congegnati e con molti colpi di scena, ma ciò che li rende speciali non sono tanto le trame (molto belle a mio avviso), ma il flusso interiore che questo personaggio vive in ogni momento della narrazione, quasi una storia nella storia che ti fa “vivere” nell’avvocato Guerrieri e ti fa sentire il protagonista in prima persona.
La scelta di far leggere lo stesso autore del libro, ovvero Gianrico Carofiglio, non mi sembra la scelta più idonea perché non credo che Carofiglio sia un buon lettore, anche se non è così poco adatto da rovinare la storia.

di Arséne_Lupin

Non sono d’accordo, a mio avviso la cadenza dialettale pugliese, appena accennata, dell’autore Gianrico Carofiglio giova all’audiolibro e lo rende molto piacevole, ti coinvolge maggiormente nella trama che si sviluppa tra Bari e Polignano.
Pur essendo il giallo un genere che non mi entusiasma molto, capitolo dopo capitolo è un racconto che prende parecchio, per l’approccio molto professionale ma mai noioso, ricco di sfumature, a volte anche divertente.
Raccontandosi in prima persona, l’avvocato Guerrieri ti conquista fin da subito per la sua disarmante franchezza, e per l’espressa sua fragilità.

A poco a poco avevo anestetizzato le mie emozioni, i miei desideri, i miei ricordi, tutto. Anno dopo anno. Fino a quando Sara mi aveva messo alla porta. Allora il coperchio era saltato e dalla pentola erano venute fuori molte cose che non immaginavo e che non avrei voluto vedere. Che nessuno vorrebbe vedere.

«Ogni uomo ha dei ricordi che racconterebbe solo agli amici. Ha anche cose nella mente che non rivelerebbe neanche agli amici, ma solo a se stesso, e in segreto. Ma ci sono altre cose che un uomo ha paura di rivelare persino a se stesso, e ogni uomo perbene ha un certo numero di cose del genere accantonate nella mente»
Dostoevskij, Memorie del sottosuolo.

Non è bene quando quelle cose accantonate vengono fuori. Tutte insieme.

Nell’incalzare degli avvenimenti tra passato e presente, la trama si allarga mettendoti di fronte a un mondo variegato e spesso compromesso, quello in cui abitiamo i nostri giorni. Intimamente si spera sempre di non finire mai invischiati in casi come questo di Abdou Thiam, in cui capisci quanto i pregiudizi e gli stereotipi possano contare, e magari rivoltartisi contro quando quello che si cerca di trovare è UN colpevole, e non piuttosto IL colpevole.
Il racconto che tratta un caso non proprio facile e piuttosto scabro che riguarda un bambino, è tendenzialmente sobrio (cosa ormai inconsueta tanto è il gusto per il macabro che spesso vediamo anche in TV). Sono i casi verso cui l’opinione pubblica, con un minimo di sensibilità, non potrà mai abituarsi e verso cui esige delle spiegazioni immediate (mi vengono in mente alcuni fatti di cronaca, primo su tutti il delitto di Cogne strumentalizzato in modo ignobile…).
«Vi è un’ansia sacrosanta di dare una risposta alla domanda di giustizia generata da un fatto così orribile», il cui autore non possa rimanere libero per nuocere ancora; un’urgenza che non è mai una buona compagna per chi deve indagare e giudicare, pressante a tal punto che può indurre, in buona fede, a scegliere delle scorciatoie pur di risolvere il caso.

A chi può interessare: a coloro che amano i gialli forensi o a coloro che amano i libri introspettivi, dove i protagonisti hanno un forte flusso interiore che li caratterizza più di mille descrizioni.
E non solo, è un libro che consiglio a tutti. Oltre al mondo spesso poco conosciuto (finchè in un modo o nell’altro non si viene coinvolti) delle vicende legali e processuali, s’imparano parecchie altre cose dai testi di Gianrico Carofiglio. Interessante il risultato dell’esperimento scientifico sul funzionamento della memoria e sul meccanismo di produzione dei ricordi, citato durante il dibattimento dall’avvocato Guerrieri.

Ci sono molti modi per costruire un falso testimone inconsapevole. Alcuni sono deliberati, come nel caso dell’esperimento con i bambini, di cui vi ho parlato, altri sono involontari e spesso sono ispirati dalle migliori intenzioni, come in questo caso.

E la teoria, che determina ciò che riusciamo ad osservare, che influenza fortemente la nostra percezione dei fatti

Vediamo, sentiamo, percepiamo quello che conferma la nostra teoria e semplicemente tralasciamo tutto il resto.
C’è un detto cinese che esprime in forma diversa lo stesso concetto. Dicono i cinesi: due terzi di quello che vediamo è dietro i nostri occhi.

Interessanti, a tratti anche esilaranti i passi circa lo sgomento superstizioso e la catena di Sant’Antonio, la reticenza nell’andare dallo “specialista”, l’imbarazzo in farmacia,  la disquisizione sul priapismo (che non conoscevo), il pregiudizio su chi consuma il caffè decaffeinato, la descrizione dell’uomo con la canottiera… e così via.

Nel capitolo 3 – parte prima, molto molto interessante è la spiegazione del giudizio abbreviato:

«Il giudizio abbreviato è uno di quelli che nel gergo degli addetti ai lavori si chiamano riti speciali. Di regola, quando il pubblico ministero finisce le indagini, in un procedimento per omicidio, chiede al giudice per l’udienza preliminare il rinvio al giudizio. L’udienza preliminare serve a verificare se ci sono le condizioni per fare un processo, che per il caso dell’omicidio è competenza della corte d’Assise composta di giudici professionisti e di giurati popolari.
Se il giudice per l’udienza preliminare ritiene che queste condizioni esistano, ordina il rinvio a giudizio. L’imputato però ha la possibilità di evitare il rinvio a giudizio dinanzi alla corte di Assise e ottenere un processo semplificato, il rito abbreviato, appunto. [..]
È un processo molto più veloce di quello ordinario, non si interrogano i testi e, salvo casi eccezionali, non si acquisiscono nuove prove. Non c’è pubblico ed è un giudice da solo a decidere. [..]
In breve, lo Stato risparmia tempo e denaro, l’imputato risparmia anni di galera.

Il giudizio abbreviato ha un altro pregio. È l’ideale quando un imputato ha pochi soldi e non può permettersi di pagare un lungo dibattimento, con interrogatori, controinterrogatori, testimoni, periti, requisitorie, lunghe arringhe eccetera, eccetera, eccetera.
È chiaro che scegliendo il giudizio abbreviato, l’imputato perde molte possibilità di essere assolto, perchè tutto si basa sugli atti di indagine del pubblico ministero e della polizia che, di regola, lavorano per incastrare l’indagato, e non per scagionarlo».

Breve biografia dell’autore e della voce narrante: Gianrico Carofiglio è figlio della scrittrice Enza Buono e fratello del regista, scrittore e illustratore Francesco Carofiglio. Magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, pubblico ministero a Foggia e in seguito ha svolto le funzioni di Sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.
Durante la XV Legislatura è stato designato consulente della Commissione parlamentare Antimafia. Il 22 febbraio 2008 viene annunciata la sua candidatura al Senato per il Partito Democratico, e nelle elezioni del 13 e 14 aprile dello stesso anno viene eletto senatore.

Ha esordito nella narrativa, dopo parecchie pubblicazioni tecniche e di settore, nel 2002 con la serie dell’avvocato Guerrieri (ed. Sellerio), romanzi che hanno aperto il filone del thriller legale italiano e che gli sono valsi numerosi premi e riconoscimenti.

Scrittore proficuo e versatile, pubblica molte opere anche in collaborazione con altri autori spaziando anche in altri generi, come:
la graphic novel in Cacciatori nelle tenebre (ed. Rizzoli, 2007) illustrata dai disegni del fratello dell’autore, Francesco;
come i saggi con L’arte del dubbio (ed. Sellerio, 2007), riflessione sull’arte del domandare e i suoi rapporti con il concetto di verità, e La manomissione delle parole (2010);
come la raccolta di racconti dal titolo Non esiste saggezza (ed. Rizzoli, 2010) e Cocaina (Einaudi, 2013) pubblicata insieme a Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo in cui è presente con il racconto La velocità dell’angelo.
Sempre nel 2013 pubblica Il bordo vertiginoso delle cose, un romanzo sulla natura sfuggente del successo e del fallimento, e racconta il viaggio di riscoperta del protagonista che ritorna ai ricordi e ai luoghi della sua adolescenza.
Ancora, in collaborazione con suo fratello Francesco Carofiglio scrive il romanzo La casa nel bosco (Rizzoli, 2014), “Un memoir a quattro mani che racconta di amicizie perdute, di amori rubati, di vecchi fumetti e di torte di ricotta…”.
Nel settembre 2015 esce Con parole precise. Breviario di scrittura civile, saggio sulle scritture del potere e sul rapporto fra democrazia e chiarezza del linguaggio.
Il 25 ottobre 2016 esce L’estate fredda con un nuovo caso per maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese in servizio nel Sud delle mafie, già protagonista di Una mutevole verità e diventa una nuova serie.
A Ottobre 2017 esce Le tre del mattino, storia del serrato confronto fra un padre ed un figlio, confronto da cui ambedue riemergeranno profondamente diversi.
Nel febbraio 2018 esce Con i piedi nel fango, Conversazioni su politica e verità, un saggio socio-politico all’insegna del dialogo sotto forma di intervista, con Jacopo Rosatelli.

Da “Il passato è una terra straniera” (2004) è stato tratto l’omonimo film prodotto da Fandango per la regia di Daniele Vicari con protagonista Elio Germano.

Molte sono le sue opere già uscite o in via di pubblicazione, anche tradotte in molte lingue: francese, spagnolo, inglese, tedesco, giapponese, greco, portoghese, turco, russo, polacco, olandese, brasiliano, catalano, rumeno, svedese, ebraico.

Leda