Ágora. Il film

Protagonista del film è Ipazia (Rachel Weisz), matematica, astronoma e filosofa greca che visse nel quarto secolo dopo Cristo, figlia del matematico greco Teone d’Alessandria. Fu uno dei maestri più illustri della scuola di Alessandria dove ebbe sede la leggendaria Biblioteca, la più grande e la più ricca del mondo antico, e che divenne uno dei principali poli culturali ellenistici.

Ciò a cui mira Ipazia è cercare di trasmettere ai suoi discepoli una conoscenza scientifica permeata da un aspetto umano ed emotivo, mentre il mondo fuori è una città in fermento segnata da scontri violenti e persecuzioni.
Con l’affermarsi del Cristianesimo quale religione ufficiale dell’Impero Romano, anzichè aspirare all’integrazione, una frangia fanatica fra i cristiani s’impegnava a osteggiare la cultura greca e a mettere in atto una vera e propria persecuzione nei confronti dei pagani, i cui culti erano stati proibiti in conseguenza all’Editto di Tessalonica.

La sorte di Ipazia rimasta fedele al proprio credo, nonostante tutto, diventa simbolo della fine di un’era.

 

 

Ammirata per la sua intelligenza e rispettata per l’incredibile posizione che aveva ottenuto nella gerarchia sociale della città, viene rappresentata dalle fonti dell’epoca come una donna bellissima, che ispirava una forte passione nelle persone che la circondavano.

dalla recensione di Gianluca Capaldo
26 aprile 2010

Sebbene le sue opere scientifiche siano andate perdute, la sua immagine nella Storia è quella di una donna forte che ha dedicato la vita alla ricerca della verità. Donna in un mondo di uomini, voleva condurre la sua vita come avrebbe fatto un uomo, con la stessa libertà di svolgere ricerche e di dedicarsi alla filosofia, come avvenuto per suo padre. Da qui la decisione di non concedersi a nessun uomo, in modo da non essere privata della libertà di cui aveva bisogno. Ipazia è entrata nella storia avvolta dalla leggenda, in buona parte per via della sua vita personale.

“Mentre studiavamo Ipazia e il periodo in cui viveva – afferma il regista – abbiamo scoperto che c’erano molti legami con il mondo in cui viviamo attualmente e questo ha scatenato il nostro interesse.” Ágora è stato criticato in quanto qualcuno ha sostenuto si sia trattato di un atto di accusa contro il Cristianesimo, ma il regista ha precisato che “Ágora non è un film contro il Cristianesimo, ma contro tutti i fondamentalismi. È il racconto del momento storico in cui la Chiesa ha iniziato a diventare una potenza, e i martiri per una volta non sono stati i cristiani, come da sempre siamo abituati a vedere, ma i pagani”.

 

 

La città di Alessandria gioca senza dubbio un ruolo chiave in Ágora: mitica città costruita da Alessandro Il Grande, era completamente devota alla ricerca della conoscenza e determinata ad attrarre gli uomini più saggi dell’epoca. Era famosa nell’impero per la grande varietà dei suoi cittadini, per il suo faro maestoso per la singolarità del suo porto, per la lunghezza della Via Canopica e per l’energia e la vitalità del suo mercato.

(articolo completo)

 

 

Un film assolutamente da vedere. Il messaggio principale che emerge è l’intolleranza dei fondamentalisti, di qualsiasi religione essi siano, verso l’altrui libertà di pensiero. Quello che ho colto nel film sono i diversi modi di vivere la fede:
– chi ostenta la propria religione con prepotenza e la usa per uno scopo molto terreno, ossia il potere fine a se stesso;
– chi preso con stupore dal mistero della fede si approccia ad essa con fiducia;
– chi fedele al suo credo, accoglie in libertà la fede altrui con mitezza e rispetto.

La figura di Ipazia mi piace molto: una donna vera, delicata e coraggiosa, coerente con se stessa, aperta agli altri, che sa perdonare e accogliere, la vera essenza dell’insegnamento di Gesù. Vederla insegnare ai suoi discepoli in quei tempi mi ha fatto un certo effetto.
L’incendio dei libri nella biblioteca mi ha ricordato quello che accadeva durante il fascismo in Italia… e il nazismo in Germania, il rogo nelle piazze fatto con i libri “pensanti”…quei libri che esprimono la libertà di pensiero.

L’uomo per avere in suo potere il destino dell’umanità, spinge sempre la massa verso l’ignoranza. L’uomo pensante è scomodo perchè è destinato inevitabilmente a cambiare le cose, e le religioni non vogliono che le cose cambino perchè devono dare spiegazioni. Si veda oggigiorno la religione cristiana com’è messa….i dogmi non vengono accettati assolutamente e tutto è discutibile. La scienza infatti è quella che le dà più grattacapi e con essa, non potendo usare roghi o lapidazioni, deve trovare dei compromessi.

E che dire delle donne? La, anzi, LE religioni hanno sempre relegato le donne in un angolo, e se non ci riuscivano le “facevano fuori”.
Vedi Ipazia, una donna che si faceva tante domande…che voleva carpire i segreti dell’universo…che ha donato la sua vita personale per la scienza.

Leda

 

Ágora
di Alejandro Amenábar
Spagna, 2009
Genere: Storico
Cast: Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom,
Michael Lonsdale, Rupert Evans, Homayoun Ershadi, Sammy Samir,
Richard Durden, Omar Mostafa, Oshri Cohen, Yousef Sweid
Produzione: Mod Producciones, Himenóptero, Telecinco Cinema
Distribuzione: Mikado

 

“Perché questa assemblea dovrebbe accettare i consigli di una donna?”

 

“Io credo solo nella ragione“

 

“Voi non potete mettere in discussione quello in cui credete, io devo”

 

Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono

 

 

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