A mio padre

A MIO PADRE

È il crepuscolo del mattino
silenziosamente insieme
nel tepore del “casotto”
è tempo di caccia,
polenta e salsicce sulla brace
in attesa a scrutare
il cielo che si tinge d’azzurro.

Nella calura estiva
silenziosamente accanto
smantellando vecchi muri
pietre centenarie
tra cemento e filo a piombo
a innalzare nuove pareti
in un allargarsi familiare.

Le prime ore fredde del mattino
quando tra le coperte m’infilavo
nel tepore lasciato da mamma
e assaporavo la tua vicinanza
il tuo lieve russare.

E dopo il lavoro nell’assopirti sul divano
emanavi odore di ferro
e socchiudendo l’occhio
vigilavi sulla mia incerta scrittura
tra aste e cerchi, lettere e numeri.

Ho tanti ricordi di te
le tue poche parole i tuoi grandi silenzi
era il tuo cuore a parlare
a dirmi che saresti stato
sempre
e comunque
accanto a me.

©zzileda

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19 marzo, San Giuseppe – FESTA DEL PAPÀ

Quand’ero piccola la Festa del papà era davvero una festa speciale, mio padre festeggiava due volte, quindi si beccava due baci: uno per essere un buon papà e uno perché festeggiava anche l’onomastico. Era una festa molto semplice, non si usava fare regali, nè mi risulta ci fossero cibi particolari, il tutto si concentrava sulla letterina preparata ogni anno con meticolosa cura alla scuola elementare, con la poesia da recitare a memoria… Ecco, quello mi piaceva un po’ meno. 😊

A mezzogiorno preparando la tavola, la infilavamo svelti sotto il suo piatto e sghignazzando aspettavamo impazienti che recitasse la solita scenetta: arrivava, si sedeva, faceva finta di nulla, fischiettando e tamburellando con le dita sul tavolo, aspettava invano che mia madre versasse la minestra con le tagliatelle fatte a mano, che gli piacevano tanto… e noi lì a scimmiottare chinando leggermente il capo, a indicare con lo sguardo di guardare sotto al piatto…e lui niente…non capiva 😀 Dopo averci tenuto un bel po’ sulle spine alla fine con un “Ohhh…è per me?” Sfilava la letterina e a turno recitavamo le rime con i sorrisi di mia madre, dietro di lui, che sorrideva e batteva il tempo. Bei momenti… pur essendo impegnato con il lavoro ha sempre trovato del tempo da dedicarci e anche se era un padre semplice e un po’ silenzioso, è stato un buon esempio e ci ha insegnato molte cose per cui vale la pena di vivere.

Era una festa molto sentita tanto quanto la Festa della mamma, ma con la Legge n.54 del 5 marzo 1977 fu soppressa e posticipata alla domenica successiva, sminuendone così l’importanza.

Tanti auguri!

Leda

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Origini della festa del papà

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