Gli anni passano…

Citazioni

Gli anni passano
i figli crescono
le mamme imbiancano
ma non svanirà
la loro beltà.

Questa prima citazione l’ho sentita spesso recitare da donne ultraottantenni, che però non riuscivano a ricordare da dove venisse. Grazie al web, ho scoperto che si rifà a un celebre verso della canzone “Tutte le mamme” composta da Umberto Bertini ed Eduardo Falcocchio, interpretata da Giorgio Consolini e Gino Latilla che la resero famosa con la vittoria al Festival di Sanremo del 1954.

Bianco, rosso, verde
el colore de’ le tre merde
el colore dei panezéi
la caca dei putèi…

Questa, in dialetto veneto, viene citata dalle stesse ma con un certo ritegno: «No sta ben, dai…», segue un risolino e un’occhiatina sghemba con alzata di sopraccigli…

La citazione risulta tratta dal libro “Libera nos a Malo” l’opera più significativa dello scrittore vicentino Luigi Meneghello pubblicata nel 1963. È un romanzo autobiografico in cui l’autore ricostruisce la sua infanzia e la sua giovinezza a Malo (Vicenza), attraverso un uso magistrale del dialetto e un affresco ironico della provincia veneta. È considerato un capolavoro della letteratura italiana del Novecento.

‘Libera nos a malo’ è una frase latina che significa: liberaci dal male, frase che conclude la preghiera del Padre Nostro nella versione Vulgata. Nel titolo del romanzo Luigi Meneghello con una certa ironia gioca con la parola ‘Malo’, che è anche il nome del suo paese natìo.

Ci sono due strati nella personalità di un uomo: sopra, le ferite superficiali, in italiano, in francese, in latino; sotto, le ferite antiche che rimarginandosi hanno fatto queste croste delle parole in dialetto. Quando se ne tocca una si sente sprigionarsi una reazione a catena, che è difficile spiegare a chi non ha il dialetto. C’è un nòcciolo indistruttibile di materia apprehended, presa coi tralci prensili dei sensi; la parola del dialetto è sempre incavicchiata alla realtà, per la ragione che è la cosa stessa, appercepita prima che imparassimo a ragionare, e non più sfumata in seguito dato che ci hanno insegnato a ragionare in un’altra lingua. Questo vale soprattutto per i nomi delle cose.

Leda

 

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