Tieni il segno: In ricordo di Emanuele Scieri

L’odore acre di un corpo in decomposizione conduce al ritrovamento del cadavere di Emanuele Scieri. Lo rinvengono sotto un tavolo ai piedi di una torre, utilizzata per stendere i paracadute, nella base militare di Gamerra, vicino Pisa, campo di addestramento della Folgore.

Formalmente era scomparso tre giorni prima, il 13 agosto 1999, poco prima del contrappello delle 23:00. I parà della Folgore, dove era arrivato nel luglio del 1999, lo avevano soprannominato ‘avvocato’. E non solo perché era laureato in legge, ma soprattutto perché difendeva sempre i suoi commilitoni. Da chi li difendeva? continua

Commento: Ricordo benissimo questo fatto molto grave accaduto nel 1999, si parlava di “nonnismo” che altro non è che una versione di bullismo, termine in voga oggi. Al tempo si disse che non era il primo episodio di coercizione contro un allievo, ahimè, mortale in questo caso, portando a dubitare che spesso venissero in qualche modo “coperti”.
Nei racconti della naja, di chi era militare di leva in quegli anni, si attestava che il nonnismo era pratica comune accettata da tutti, o quasi. Le giovani leve in caserma, fin dai primi giorni erano sottoposti a “scherzi goliardici” da parte dei più anziani (i nonni) che risultavano innocui per chi aveva il senso del limite, ma per chi non ce l’aveva diventavano veri e propri atti di prepotenza, di maltrattamento, di abuso, in particolar modo se la giovane leva si ribellava, perché in quel caso pareva alimentare il gusto del maltrattamento.

A me questi racconti hanno sempre procurato una gran rabbia, soprattutto perché opinione comune era che il servizio militare servisse a maturare l’individuo: sperimentando l’indipendenza dalla famiglia, imparando a gestire situazioni nuove, solo, con le proprie forze, a poter usufruire lontani da casa di opportunità culturali, di confrontarsi con vissuti diversi. Invece cosa accadeva? Di trovarsi spesso esposti all’ardire di persone degenerate, frustrate, senza scrupoli, che sfogavano le loro frustrazioni su chi in quel momento, per forza di cose, si trovava ‘disarmato’, inoffensivo, inerme.  

L’accusa ha contestato l’omicidio volontario per la fuga e il comportamento dei caporali subito dopo l’incidente, dato che l’ipotesi di omicidio preterintenzionale era ormai prescritta dall’agosto 2017.

La Brigata paracadutisti “Folgore”

È una prestigiosa unità aviotrasportata dell’Esercito Italiano, posta alle dipendenze del Comando Forze Operative Terrestri. Istituita nel 1963 a Pisa, è erede della storica divisione El Alamein del 1942.
La Brigata è una forza di proiezione rapida, altamente addestrata, ha il suo quartier generale a Livorno ed è dislocata con la maggior parte dei suoi reparti in Toscana (Siena, Pisa, Grosseto, Pistoia), con l’8° Reggimento guastatori paracadutisti a Legnago (VR) e con il 185° Reggimento artiglieria paracadutisti a Bracciano (RM). È composta da diversi reggimenti specializzati.
Il suo motto: “Come Folgore dal cielo… come Nembo di tempesta”
Il simbolo è il basco amaranto, segno distintivo dei paracadutisti.

 

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